Agoni e lavarelli il buono del Lario finisce in tavola

Posted on August 23, 2008. Filed under: news web site | Tags: , , , , , , , , |

Ad Abbadia Lariana (Lecco), il pesce di lago è il protagonista della vita del pescatore professionista Flavio Valassi in via ai Mulini 9/D, telefono 0341.733416, che è un maestro di sci d’inverno, ma anche un esperto con le reti lungo la costa lecchese del lago da primavera fino alla prima neve. Gli agoni, i lavarelli e persino i persici non mancano mai sulle tavole dei suoi affezionati clienti, ristoranti della zona che acquistano da lui il pesce fresco, come anche i clienti privati. La preparazione tipica sono i missoltitt, agoni messi a seccare al sole come le aringhe in riva al lago, poi sotto sale e poi pressati, una volta in barattoli di legno, oggi, invece nelle moderne scatole di alluminio. Questa rarità, ormai, è prodotta solo da pochi pescatori in tutto il Lario. Tra le altre specialità, il lavarello affumicato, o coregone, pesce tipico della zona. La moglie lo aiuta e contribuisce al lavoro del marito, ma restando a terra, per pulire il pesce e sfilettarlo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284920

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L’ippica è sempre in agonia con la benedizione dei politici

Posted on July 29, 2008. Filed under: new web | Tags: , , , , , , , , |

Nel Far West oltre 30mila cavalli da abbattere. Questa la notizia apparsa sul Corriere della Sera del 21 luglio scorso, con un reportage a firma di Ennio Caretto. Storia, purtroppo vera e non inventata. Ricordate tutti immagino, i primi, immediatamente famosi film western che hanno nutrito la fantasia di noi poveri italiani usciti da una guerra mondiale disastrosa, con le praterie, gli indiani i banditi e lo sceriffo, quasi sempre il buono della situazione che, malgrado le peripezie e vicissitudini più terribili, alla fine trionfava e ristabiliva la legge e la legalità. Nel servizio si parla di eutanasia, per usare un eufemismo al posto di abbattimento di questi cavalli selvaggi che pare diano un grande fastidio agli allevatori di bestiame vaccino, per i supposti danni che causano ai grandi pascoli. Il dibattito è aperto, ne seguiremo la fine, naturalmente il fatto sta provocando interesse, grandi discussioni e sollevazioni di tutti i tipi.Da noi, se le cose andranno avanti come si stanno prospettando lo stesso problema l’avremo con l’allevamento del Cavallo Trottatore Italiano, con la differenza che nessuno ne parlerà, non certamente grandi quotidiani, né tanto meno firme prestigiose del giornalismo nostrano. Cosa possiamo fare perché questo non accada? Ottima domanda da un milione di dollari, si diceva una volta, ancora valida anche se il dollaro è ampiamente svalutato. Temo purtroppo molto poco. Siamo completamente nelle mani di una politica imbelle che non sa fare altro che combinare pasticci e al di sotto della crosta riemergono anche nella nuova coalizione al comando pulsioni e vizi che pensavamo o quanto meno speravamo fossero definitivamente spariti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279472

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L’importante non è partecipare, ma essere belle

Posted on July 29, 2008. Filed under: notizie in italia | Tags: , , , , , , , , , , |

Non solo sport, ma anche bellezza e sensualità. Gli occhi del mondo saranno tra breve puntati su Pechino per guardare i giochi olimpici, per capire se la politica rimarrà lontana dallo sport, per sapere quanto i diritti civili in una società che ignora persino il significato di questa parola possano diventare un’esigenza non più differibile, per osservare come i capricci del clima consentiranno lo sviluppo regolare delle gare.Un faro acceso, così potente, puntato sulla capitale cinese, è un’occasione da non perdere per mettersi in mostra. Con un po’ di malizia, sono convinto che le atlete donne cureranno molto il look. La bravura sarà importante nell’attirare l’attenzione, ma poi lo sguardo dello spettatore scivolerà sulle forme del corpo: agonismo e bellezza.Un binomio antico come la nostra cultura, come la nostra storia che ha nei Giochi olimpici un capitolo fondamentale. Soltanto che a vivere in questa dualità, composta dall’abilità e da corpi scultorei, erano una volta i maschi con le presumibili varianti omosessuali. Adesso l’atleta bello non fa notizia, mentre la donna bella sprigiona una carica sensuale che difficilmente si può relegare in secondo piano. Insomma, solo con molta ipocrisia si potrà dire: non è importante che sia bella ma che sia brava. Cosa, poi, analoga per ipocrisia a quell’altra affermazione che dice: è importante essere belli dentro, non belli fuori.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279453

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