Bilanci, le mani bucate delle regioni

Posted on July 29, 2008. Filed under: notizie news | Tags: , , , , , |

Un ponte Italia-Africa. Ma niente aiuti umanitari, anche perché almeno undici regioni italiane su venti di questi tempi non potrebbero permetterselo. I numeri del crac delle autonomie locali impressionano, e suscitano alcuni parallelismi imbarazzanti. A cominciare dal dissesto Campania: meno 11,4 miliardi di euro in passivo, stando all’indagine del Centro Studi Sintesi su dati del ministero delle Finanze. Sarebbe a dire una somma ben al di sopra del prodotto interno lordo del Kenya. Però c’è dell’altro: l’amministrazione governata da Antonio Bassolino ha raggiunto nel 2005 un disavanzo nei conti pubblici, sempre i famigerati 11,4 miliardi, che equivale a oltre due volte e mezzo il debito estero kenyota («appena» 4,7 miliardi di euro per un Paese in via di sviluppo al cospetto della voragine campana).

La stagione del federalismo fiscale è alle porte. Prima che magari intervengano i vari Bono Vox e Jovanotti per una cancellazione del «buco», all’ombra del Vesuvio si dovrà correre ai ripari. Lo registrano i libri contabili. Infatti, a fronte di una spesa diretta dello Stato e della regione di 22,7 miliardi di euro, soltanto la metà dell’esborso – 11,3 miliardi – è recuperato attraverso i principali tributi statali e locali (che comprendono Iva, Irpef, Ires, Irap e addizionale Irpef). Alla fine dei conti ogni napoletano già dalla culla ha 1.972 euro di debito sul groppone.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279555

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L’importante non è partecipare, ma essere belle

Posted on July 29, 2008. Filed under: notizie in italia | Tags: , , , , , , , , , , |

Non solo sport, ma anche bellezza e sensualità. Gli occhi del mondo saranno tra breve puntati su Pechino per guardare i giochi olimpici, per capire se la politica rimarrà lontana dallo sport, per sapere quanto i diritti civili in una società che ignora persino il significato di questa parola possano diventare un’esigenza non più differibile, per osservare come i capricci del clima consentiranno lo sviluppo regolare delle gare.Un faro acceso, così potente, puntato sulla capitale cinese, è un’occasione da non perdere per mettersi in mostra. Con un po’ di malizia, sono convinto che le atlete donne cureranno molto il look. La bravura sarà importante nell’attirare l’attenzione, ma poi lo sguardo dello spettatore scivolerà sulle forme del corpo: agonismo e bellezza.Un binomio antico come la nostra cultura, come la nostra storia che ha nei Giochi olimpici un capitolo fondamentale. Soltanto che a vivere in questa dualità, composta dall’abilità e da corpi scultorei, erano una volta i maschi con le presumibili varianti omosessuali. Adesso l’atleta bello non fa notizia, mentre la donna bella sprigiona una carica sensuale che difficilmente si può relegare in secondo piano. Insomma, solo con molta ipocrisia si potrà dire: non è importante che sia bella ma che sia brava. Cosa, poi, analoga per ipocrisia a quell’altra affermazione che dice: è importante essere belli dentro, non belli fuori.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279453

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