governo quirinale non forzano tempi per esecutivo politico maio spostiamo savona altro ministero

Posted on June 2, 2018. Filed under: internet news rivista | Tags: , , , , , , , , , , , , |

Una mossa che Di Maio ha reso pubblica dopo un incontro al Quirinale, dov’è stato ricevuto dal presidente della Repubblica, con il doppio obiettivo di far rientrare il conflitto di questi giorni (tra accuse di impeachment e smentite ufficiali alle dichiarazioni di Di Maio in tv) e avviare un percorso di ripartenza della maggioranza gialloverde in accordo con la più alta carica dello Stato.

E’ per questo che Mattarella, subito dopo Di Maio, ha incontrato anche il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli per chiedergli di aspettare ancora prima di sciogliere la riserva e consegnare la lista dei ministri del governo di servizio proprio per dare altro tempo e possibilità a un governo politico, un’opzione che il Quirinale preferisce sopra a ogni altra.

19.50 Di Maio: La battaglia non è con il Quirinale

La battaglia non è con il Quirinale, tra il bene del M5S e il bene del Paese abbiamo sempre cercato di mettere prima l’obiettivo di stare in questa legislatura per cambiare le cose.

18.51 Di Maio: Troviamo un’alternativa a Savona, ma non amico di banche e agenzie di rating

Troviamo una persona di eccellente caratura come Savona e lui rimane con un altro posto nella squadra di governo, ma non uno che sia amico delle banche o della agenzie di rating.

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Cesare Pavese e il tormento del «qualcos’altro»

Posted on September 20, 2008. Filed under: news italia | Tags: , , , , , |

Cent’anni fa nasceva, a Santo Stefano Belbo, Cesare Pavese. Morto a soli quarantadue anni, in una stanza dell’albergo «Roma» di Torino, Pavese è stato per molti anni il fantoccio di una cultura piccola e provinciale, che ne ha fatto l’emblema di una retorica non sua. Col risultato di rimanere, sostanzialmente, uno scrittore sconosciuto. C’è chi, in anni più vicini a noi, ne ha biasimato l’incertezza come costruttore di edifici narrativi, fino a proporre divisioni sospette tra lo «scrittore» (spesso incompiuto) e l’«uomo» – astrazione suprema di chi non sta capendo. Ma cent’anni possono essere utili: sia a dissipare, almeno in parte, la protervia di chi vuole imporre le proprie chiavi di lettura, sia a rimettere il lettore volonteroso davanti a una grandezza che non ha bisogno di essere dimostrata.Cesare Pavese è stato uno dei più grandi scrittori, non solo italiani, del Novecento. Lo è stato innanzitutto per la sua scrittura: non elegante, non ben fatta, spinta sul limite dell’assenza di stile, del grado zero. Pavese non usò la letteratura per creare mondi fittizi, ma per mettersi a nudo, per scavare dentro di sé in modo umile e obbediente, col badile. Se le biografie ufficiali degli anni plumbei (che precedettero quelli di piombo) ce lo disegnano compostamente, laicamente ritirato nella sua morte perfettamente orizzontale, la sua opera è tutta divorata da un’imminenza che fu l’ansia, il tormento del grande scrittore.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291827

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